miercuri, septembrie 23, 2009

“The vote of the Diaspora – a right denied”, by Miruna Cajvaneanu

Open Society Fellows 2009

The program, initiated by Soros Foundation Romania and dedicated to Romanian fellows, goes on and in 2009 our focus is to achieve the following objectives: involving fellows within the activity of NGOs; developing a network between NGOs and fellows involved within our program; supporting and involving fellows in elaborating public policies.

This year, SFR organized the first BarCamp in Romania – Romanian FellowsCamp – dedicated to the beneficiaries of Open Society Fellows Program, but also to other fellows and NGOs or public institutions interested in collaborating with them. The event took part in 11-12 of June 2009, in Bucharest. The Faculty of Sociology and Social Assistance Bucharest was our partner in this action. The discussions were centered on many themes of high importance for the society. All these and other information are available on the web page of the event.

The following step is a traditional activity of our program and consists in organizing a projects competition for the fellows, having the occasion to develop new partnerships and to develop new projects in the NGOs where they work.

SFR wants to show the important contribution of the Romanian fellows to the evolution of our society and, thus, we intend to promote their works and recommendations of public policies realized within the program, gathering them in a special volume. Thus we consider that new policies, new ways of solving the problems can be identified and implemented.

Here are some of the titles that will be included in the volume:

  • “Implementing social policies – between theory and practice: contracting social services within the child protection domain. Opportunities, challenges and benchmarks” by Roxana Carmen Girip
  • “An analyze made to the change of Romanian electoral system” by Kiss Csaba Zsolt
  • “The vote of the Diaspora – a right denied”, by Miruna Cajvaneanu; this work was also published in the “Political representation and the vote of the Romanians abroad”, Soros Foundation Romania, May 2009.

luni, septembrie 21, 2009

Tosi e i "clandestini comunitari"

Io personalmente, non ci avevo creduto più di tanto. Avevo sperato, sì, per il bene della comunità romena di Verona, guidata da padre Gabor Codrea. Parocco della Chiesa ortodossa romena di Verona che si è battuto per cinque lunghi anni per ottenere un terreno dove costruire un centro culturale e una chiesa ortodossa per la numerosa comunità romena della città. ...In un cambiamento reale di Flavio Tosi.

Cinque anni, come lo ha raccontato lo stesso padre Gabor Codrea, di una vera lotta: raccolta di firme, presentazioni del progetto, richieste al Comune, e dopo tanti NO è arrivata una petizione indirizzata a tutte le autorità firmata da più di mille romeni. Flavio Tosi, che nel 2007, voleva secondo la alcuni "una Verona senza romeni", è andato nella chiesa da padre Codrea, ha approvato l'acquisto del terrreno, ed è diventato un amico della comunità, come ben si è visto anche dalla corrispondenza con le autorità romene.

Poi, è arrivato/a "Francesca". Non la ragazza di strada, ma il film. Sembra che Tosi abbia querelato Bobby Paunescu, regista del film, per una replica di un suo personaggio ( "Quel sindaco di m.. di Verona" ) Paunescu, che sia detto tra di noi, credo che se ne infischiasse, visto che fa parte di una delle famiglie più ricche (e controverse) della Romania, ma questo è un altro discorso.

Nessun problema con la comunità romena, il proggetto del centro culturale romeno a Verona va avanti, ce lo ha assicurato il parocco.

Un sogno, mi dico... con un po' di timore per il sindaco leghista. "E se poi Bossi lo fa fuori, perchè troppo buono con i romeni?" penso ...

Ed ecco oggi che leggo questo bel pezzo su il Giornale, firmato Flavio Tosi. C'è un frammento in particolare che attira la mia attenzione:

"Potrei citare il caso di altri quattro cittadini stranieri clandestini, questa volta comunitari, bloccati da una pattuglia di carabinieri dopo aver tentato di rubare una cassaforte in un’azienda. Dopo una notte in cella, sono stati processati, hanno patteggiato otto mesi e sono tornati in libertà: quindi, liberi di ripetere l’impresa. Singolare, anzi da Guinness del furto, anche il caso di altri due clandestini comunitari sorpresi di notte in una stazione di servizio dell’autostrada mentre rubavano gasolio dai camion; il mattino dopo sono stati processati per direttissima e rimessi a piede libero in quanto era la prima volta che commettevano un reato, strano principio che assegna la franchigia per rubare almeno una volta.
La cosa paradossale però è che la sera stessa, a 24 ore dal furto precedente, i due infaticabili comunitari sono stati arrestati nuovamente mentre rubavano gasolio, nuovamente processati, per direttissima, il mattino seguente e di nuovo rimessi a piede libero con la concessione dei benefici della condizionale che nemmeno i loro difensori si erano sognati di chiedere, pronti per una terza impresa. E questo nostro Paese avrebbe una legislazione razzista contro gli stranieri? Autolesionista, semmai, una sorta di Bengodi per clandestini e delinquenza d’importazione."

Oh... sì, ora lo riconosco. Nella sua verve, il sindaco leghista ha inventato un nuovo soggetto del diritto internazionale: "il clandestino comunitario". I cittadini comunitari non possono essere considerati clandestini. Possono essere giudicati colpevoli in un processo, possono essere magari irregolari da un punto di vista amministrativo. Ma NON CLANDESTINI.

Alcuni potrebbero dire: il sindaco ha ragione, è arrabbiato con i delinquenti. Anche io sono arrabbiata con i delinquenti. Con TUTTI, anche con i delinquenti comunitari, che per una pura causalità statistica, sono in maggioranza romeni.

Ma non posso accettare l'uso dell'espressione "clandestini comunitari o clandestini romeni". Non voglio che si crei un precedente.

Per il resto, appuntamento all'inaugurazione del centro culturale romeno di Verona! E spero che ci sia anche il Sindaco a brindare!

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L'aggravante di clandestinità é contraria al diritto comunitario quando viene applicata ad un cittadino della Ue. E' quanto sostiene il parere emesso dai servizi giuridici del Parlamento europeo a seguito di un'apposita richiesta di chiarimenti avanzata da Gerard Deprez, presidente della commissione libertà pubbliche dello stesso Europarlamento, sulle norme adottate dall'Italia
Il parere, presentato al commissario Ue alla giustizia, libertà e sicurezza Jacques Barrot, afferma che "le disposizioni concernenti il diritto comunitario si oppongono a una legislazione nazionale che stabilisce una circostanza aggravante generale, in relazione a un crimine o a un delitto, per il solo fatto che la persona interessata sia un cittadino di uno Stato membro che si trova irregolarmente sul territorio di un altro Stato membro".( V. Alberto Monari)
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E adesso l'ora della buona notte, con la favola del giorno,

"Il lupo e i pastori"
di Jean de La Fontaine


Un giorno un Lupo pien d'umanità
(se alcun ve n'ha)
crudele sì, ma per necessità,
fece una riflessione assai severa
sul suo brutto carattere di fiera.

- Ognun, - diss'egli, - ognuno mi vuol male,
e cani e cacciatori e villanzoni
congiuran contro un povero animale
e innalzan orazioni
a Giove che lo cacci dalla terra,
come si sa che ha fatto in Inghilterra.

Mettono il pelo e la mia vita a prezzo,
e non c'è signorotto di campagna
che non bandisca il lupo con disprezzo,
ne bimbo c'è che strilli un poco o piagna
a cui la mamma non ricordi il cupo
nome del lupo.

E tutto ciò per qualche asin tignoso,
per qualche agnello mezzo incancrenito,
per qualche can rabbioso,
che non aguzzan manco l'appetito.
Ebbene d'ora innanzi e carne ed ossa
di vivi fo solenne giuramento
di non mangiare, ma insalate e strame
ed erbe sole, o possa
prima morir di fame -.

Mentre egli giura vede dei pastori
che stan mangiando un povero agnellino
cotto allo spiedo. - Ah! Ah!
Questi bravi signori,
che parlan della mia crudelità,
sanno gustare il ghiotto bocconcino!
Ben s'impinzan la pancia essi ed i cani,
ed io che sono il lupo
starò digiuno e avrò rispetti umani?

No, per tutti gli dèi! Sarei corbello
a farmene un riguardo,
ben venga dunque in bocca
agnellin, agnelletto, agnella e agnello
e quanti son di questa gente sciocca:
sian essi crudi o cotti non ci guardo -.

Avea ragione il Lupo. È stravaganza
pretendere che, mentre l'uom ghiottone
e cena e pranza
mangiando gli animali, i poveretti
abbiano a lesinare sul boccone.

Vogliam serbare a loro
soltanto a loro dell'età dell'oro
i cibi duri e schietti?
Non han stoviglie e spiedi ed istrumenti?
Ma il lupo non ha torto ed alla vita
non si rassegna ancor dell'eremita,
se può mostrare i denti.

miercuri, septembrie 16, 2009

Il film italiano dove le romene sono insultate pesantemente

Il film romeno "Francesca", del regista Bobby Paunescu, presentato al Festival di Venezia, è stato bloccato, a causa di un insulto diretto verso due personaggi della politica italiana. Ma NESSUNO ha bloccato questo film, dove viene ripetutamente "la puttana romena", "Troia romena" etc, in un contesto che lascia pensare che se un italiano tradisce la moglie, l'amante è una donna romena. Non viene insultata una SOLA persona, ma si mette un'etichetta su TUTTE le donne romene.

Eppure, nessuna Commissione ha bloccato questo film o cancellato questa scena. La libertà di espressione nell'arte vale solo per alcuni registi, solo in alcune occasioni?

Chiediamo che sia applicata la stessa misura coercitiva su entrambe le pellicole, oppure di accettare che la libertà nell'arte vale per tutti.

Vicenzo Salemme, "SMS - Sotto mentite spoglie" 2007

Ecco la scena in questione:

De ce am emigrat noi?Imnul emigrantului

marți, septembrie 15, 2009

Ioana Visan non condurrà più la trasmissione per bambini "Il Palloncino blu"


Paolo Ficara, vicepresidente della Play TV, ha dichiarato per Hotnews.ro che Ioana Visan non è più tra le conduttrici del canale. La Visan ha presentato il programma per i bambini "Il palloncino blu".

Ioana Visan è una delle ragazze presente sulla "lista di Tarantini". Lei avrebbe ricevuto mille euro dall'imprenditore per avere un rapporto sessuale con il premier.

"Assolutamente NO" ha risposto il vicepresidente della PlayTV alla domanda se la ragazza romena continuerà a fare la presentatrice della trasmissione "Il Palloncino blu"- "Lei ha registrato solo 4 puntate circa tre mesi fa. Non è più' tra le nostre conduttrici", ha precisato Paolo Ficara.

La direzione del canale TV ha inoltre precisato che "la signorina Ioana ha fatto un casting per quel servizio televisivo".

per la notizia completa (in romeno): www.hotnews.ro

luni, septembrie 14, 2009

The Romanian who denounced Italians' racism on Facebook


From our correspondent in Italy

The Romanian who denounced Italians' racism on Facebook
de Miruna Cajvaneanu, transl/adapt. C.B. HotNews.ro


Ovidiu Deculescu is a Romanian Italian young man, "just like any other", as he likes to describe himself. He is 22. Ovidiu spent half of his life in Bucharest and then came to live in North-Italy, with his mother who works as a nurse. He is currently studying Foreign Languages at the University in Padua, where he took his passion for Romanian culture and computers. For a year now, the Romanian is fighting against numerous racist groups set up on the internet and he is actively engaged with the Italian police to unveil those displaying a xenophobe attitude towards Romanians.

He's been using Facebook for four years, first to stay in contact with his friends, then to participate to the virtual life and so he subscribed to several groups matching his interests. At some point, he discovered a series of Italian groups whose main aim was to denigrate the Romanian nation. Intrigued, he started to follow them and he soon realised that these groups were not only about objective critics, but about generalisations of exaggerated description lacking any genuine shred.

He was introduced by a friend to a group whose symbol was a swear phrase against Romanians. There were reactions to the TV add broadcasted by the Italian channels: "Romania, piacere di conoscerti" (Romania, a pleasure to meet you), a campaign funded heavily by the Romanian government. Many Italians seemed to be disgusted by the clip and started to bring offences to the Romanian nation.

At first, Ovidiu joined the groups and tried to discuss with their members, trying to break down false stereotypes and to show aspects from Italy's society and history that can stand as a counter-argument to the offences they laid against Romanians. He also indicated to the massive emigrations that Italians themselves were once subject to. He did not forget to stress that old Italians were cared for by Romanian social assistants. But he only managed to attract more hatred. But he also managed to find a few groups looking for a solution for the problems raised by immigration and delinquency.

"Many answered my messages with words like 'All Romanians are criminals' (i romeni sono tutti delinquenti), 'Romanians kill' (i romeni ammazzano), or 'Romanians are an inferior race' (i romeni sono una razza inferiore)," Ovidiu said. Many of these groups were set up after a Romanian raped and killed an Italian woman - the Mailat case - and a Romanian woman killed an Italian with an umbrella. There is also a very high number of Romanian immigrants in Italy.

According to Ovidiu, most of the virtual racists are persons younger than 40, who spend much of their free time consuming TV programmes. One message he received from an Italian woman convinced him to address the Italian Police. A.G. wrote to him:

* "You, Romanians, are an inferior nation. You don't have moral principles, you don't have feelings, you don't have anything good. Nicolae Ceausescu (n.b. Romanian communist dictator killed in 1989), before he ran away and was caught, should have finished your race."


He built a dossier and submitted it with the Police, alongside a penal complaint. Messages like the ones he received are forbidden by law. "I documented my self on what I had to do, something that all of us should do when attacked because we're Romanians. Not to shut up and stick one's head in the sand. Unfortunately, many Romanians have no idea how many things one can achieve when the law is on your side".

Some of the groups were shut down by Facebook administration. The worst messages read "I'll grab a Molotov cocktail and throw it on Romanians", "Let's kill all Romanians", "Romanians in furnace, burnt alive", "rather a slow death for Romanians full of s...". There are also group who militate for a better image: "Say no to Romanian's mediatic hanging" (No all’impiccagione mediatica dei romeni), with about 500 members, and "The 999,999 Romanians that don't rape" (I 999 999 romeni che non violentano).

Some Facebook Italia groups' names mock Romanians. One title goes "More Romanian women, less Romanian men" (+rumene, - rumeni), a rude suggestion brought to Romanian women working in Italy; others go "Do we want to chase away the Romanians from the Peninsula? Increase the beer price!". An Italian furious with Romanians wrote: "I can't stand walking through Rome and having the impression that I teleported myself in Bucharest".

luni, septembrie 07, 2009

Alemanno dalla parte di Fini-

Roma, 7 settembre 2009


FINI; ALEMANNO: «MA FELTRI È SICURO
DI AIUTARE IL CENTRODESTRA?»


«Il direttore de Il Giornale, Vittorio Feltri, è uomo libero che quando è entrato in polemica con qualcuno lo ha sempre fatto senza mezzi termini e nessuna cautela. Ma, con le ultime uscite, è sicuro di aiutare il centrodestra? Sul caso Boffo ha creato problemi ai rapporti tra il Popolo della Libertà e la Chiesa. Adesso, attaccando il presidente della Camera, Gianfranco Fini, in modo così diretto, rischia di aprire un nuovo conflitto all’interno del PdL, proprio quando servirebbe unità e dibattito interno. Il Direttore del Giornale conclude il suo articolo invitando Fini a “rientrare nei ranghi del centrodestra”. Visti i risultati dei suoi attacchi non sarebbe un invito che dovrebbe rivolgere innanzitutto a se stesso?».
Lo afferma il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

Bossi a Fini: "E' matto"- Il voto degli immigrati divide la destra

Ho parlato a lungo delle dichiarazioni di Fini a favore del voto degli immigrati- non solo per amministrative ma anche a favore del voto politico.

Sulla faccenda qualcuno ha provocato Bossi con una domanda sull'atteggiamento di apertura di Fini. Poco diplomatica la replica, pubblicata dalla Stampa: "Quello lì è matto"

Al contrario delle mie previsioni ( per così dire), Bossi è convinto che la scelta di Fini sia decisamente perdente- per Fini, con conseguenze più che positive per se stesso e la Lega: «Come già riferito a monsignor Bagnasco, anche noi vogliamo aiutarli (gli immigrati, n.m.), ma a casa loro. Se questo il presidente Fini non lo capisce è condannato a perdere altri voti». Beh, vien da credere che la Lega tifi per questo scenario. I voti in uscita dalla destra potrebbero finire dritti dritti al Carroccio. «Io questo non lo so - spiega Bossi - Io so solo che certe cose non le dico».

Chi avrà ragione, si vedrà tra qualche anno. Una cosa mi pare chiara però: c'è una spaccatura tra i leader di destra, che parte proprio dalla questione "IMMIGRATI".