vineri, septembrie 22, 2006

Mircea Spiridon- un alt muncitor roman victima a accidentelor in constructii


Tanar muncitor roman clandestin moare in urma prabusirii cladirii pe care o restructura

Firma italiana de constructii a declarat ca “toti muncitorii s-au intors acasa dupa prabusire”

De ce a murit Mircea Spiridon?

In seara de 22 septembrie, la Licata, o localitate din Agrigento ( Sicilia) a decedat imediat dupa ce a fost purtat in spital muncitorul roman Mircea Spiridon, de 32 ani. A ramas sub daramaturi 48 de ore fara posibilitate de miscare. Numai sotia a insistat sa se inceapa sapaturile, vazand ca Mircea Spiridon nu s-a intors acasa.

Cu putin timp inainte, pompierii si specialistii care au participat la extragerea lui de sub daramaturi au ajuns la concluzia ca bucata de ciment care a cazut peste tanarul roman nu putea fi inlaturata in nici un fel. Asa ca au cerut medicilor sa recurga la amputarea de urgenta a picioarelor. In sfarsit muncitorul a fost extras si purtat pe targa, in aplauzul multimii care se adunase intre timp, alimentat cu oxigen si in aparent stat inconstient.

Dar in desfasurarea acestui caz sunt prezente multe semne de intrebare. In telejurnalul de la pranz cronistii relatau in direct ca condititiile romanului sunt bune, ca vorbeste mult cu echipa de salvataj, cerand apa. O doctorita care a avut ocazia sa-l viziteze a declarat ca “conditiile de sanatate nu sunt preocupante”. Tanarul a sesizat ca impreuna cu el mai erau doi muncitori romani, tot clandestini care ar fi ramas ingropati de vii. In stirile de seara nu se mai amintea de acest “particular”, nici nu au fost prezentate ulterioare cautari printre daramaturi.

Din pacate, moartea lui Mircea Spiridon se adauga lungului sir de accidente fatale in domeniul constructiilor in Italia. Victimele sunt in special cetateni romani ( doua din trei victime straine) fara documente, dispusi sa lucreze o zi intreaga in conditii inumane pentru sume de circa 30 euro. Nu sunt asigurate nici cele mai mici conditii de siguranta pe santiere, iar in caz de accidente firma nu isi asuma nici un fel de responsabilitate. In cazul acesta in particular firma de constructii avea numai un muncitor cu acte in regula, pentru o lucrare de restaurare a unei cladiri intregi de cinci etaje! Toti ceilalati erau clandestini.

De cele mai multe ori castigului derizoriu al muncitorilor corespunde un venit consistent al firmelor. Acestea de multe ori isi asigura efectuarea lucrarii in urma unui concurs public- appalto- plata la terminarea lucrarii fiind foarte buna.

Cine va explica vaduvei lui Mircea Spiridon si celor trei copii din ce cauza, sau mai bine zis din ce cauze a murit sotul si tatal lor?

Caravana Presei la Roma


A ajuns si la Roma Caravana Presei, a doua capitala vizitata dupa Atena, zilele trecute.

Ziaristii au declarat ca vor sa cunoasca direct realitatea romanilor din strainatate, si sa informeze nu numai despre cazurile extreme in majoritate negative.

Au venit cu obiectivul sau cu speranta sa gaseasca persoane care s-au realizat in strainatate. In schimb a fost o ocazie pentru a afla mai multe despre problemele de zi cu zi ale romanilor de aici. "Realizat" in Italia inseamna de multe ori a avea o casa, un contract in regula dar mai ales chiar si numai un permis de sedere.

marți, septembrie 05, 2006

Il galateo dell’immigrato

Per gli stranieri che vivono in Italia
…E per gli italiani che interagiscono con gli stranieri


Le regole di vita per una convivenza pacifica e senza ….rancori
- evitare di domandare a una persona che sembra straniera subito: “di dove sei”? una persona merita di essere conosciuta e apprezzata per quello che è, a prescindere dal paese di provenienza.
- Appena saputo che l’interlocutore appartiene ad un gruppo etnico che in generale si occupa di fare lavori di servitù, evitare di dire: ah.. anche la mia domestica è romena: si eviterà un silenzio imbarazzante.
- E di buon ton cercare di correggere, per quanto possibile, gli errori di pronuncia o in genere, linguistici, degli interlocutori stranieri… dati con un tono normale, evitando quello di superiorità, i consigli sono sempre utili.
- È molto brutto vedere per strada degli uomini italiani che attaccano il discorso con delle giovani donne di aspetto estraneo, considerando che “straniero” significhi “disponibile”. La risposta dovrebbe essere proporzionale all’attacco: brutale, magari alzando la voce e guardando l’aggressore negli occhi. Tante volte il discorso inizia proprio con : da dove vieni, sei straniera. Tali individui approfittano dall’imbarazzo delle signore, che si sentono già in svantaggio dalla barriera linguistica.
- Per gli stranieri: cambiare il nome, nel senso di “italianizzarlo” dà un senso di perdita d’identità: mantenere invece il proprio nome, magari ripetendolo più volte agli amici italiani.
- E’ da mal educati guardare con curiosità e insistenza un gruppo di stranieri che parlano nella loro lingua, come se avessero il diritto a curiosare. Ancora più mal educato è guardarsi intorno per trovare sguardi compiacenti d’altri concittadini.
- In occasione delle feste, comportarsi con gli amici stranieri, se è possibile, come lo fareste con gli amici italiani: telefonare. Di sicuro non sarà un disturbo, ma una piacevolissima sorpresa. In occasioni delle feste gli stranieri si sentono i più soli.
- Non applicate mai degli stereotipi a varie etnie.
Appena laureata, una persona che mi conosceva soltanto per essere romena, e sapendo che sto cercando lavoro, mi ha chiesto: noi avremo bisogno di una donna delle pulizie…senza chiedere che lavoro cerco od altro. Io mi sono amaramente divertita!

duminică, septembrie 03, 2006

Oecumenia- Epifania

L’Epifania e San Giovanni Battista

-il 29 agosto la Chiesa Ortodossa commemora la decapitazione di San Giovanni Battista

Titolo originale, dall'arabo traduzione in inglese: “The Epiphany and St. John the Baptist

- riassunto del libro scritto da Sua Santità Papa Shenouda III, Papa della Chiesa Ortodossa Copta

Fra le tante feste del mese di Gennaio, un posto speciale occupa l’Epifania, cioè la festa del battesimo, chiamata anche la festa della divina manifestazione (Teofania). Il battesimo avvenne nel nome della Trinità che si è manifestata per la prima volta, e per immersione. Nel battesimo di Cristo Signore noi ricordiamo la sua umiltà, poiché Egli è andato da Giovanni Battista, pur non avendo bisogno, per “ adempire ogni giustizia”. L’Epifania ci ricorda anche il nostro battesimo, come primo sacramento della Chiesa, insieme alla cresima e all’eucaristia. Così il bambino diventa un membro della Chiesa, sotto la guida di un padrino, che può essere la madre.

Il battesimo è una prova di umiltà del Signore, come fu anche il suo digiuno: Egli era infatti senza peccato, il suo non e stato un battesimo di penitenza. Vi è anche il rispetto di Cristo verso il sacerdozio di Giovanni, che gli disse: “Io non sono degno neanche di portagli i sandali” (Mt 3, 11). Cristo si è umiliato per pagare i nostri peccati iniziando con quello di Adamo.

Durante la sua opera Giovanni Battista è diventato “grande davanti al Signore”. Sua grandezza si è manifestata già dalla sua nascita. Lui era “pieno di Spirito Santo fin dal seno di sua madre”, come mai nessuno nella Santa Bibbia. La sua missione, Giovanni la compie in breve tempo, forse sei mesi. Lui non e stato affetto dalla corruzione dei suoi tempi. Trascorse tutta la vita nel deserto come un asceta ed e l’unico ad avvertire Erode dei suoi peccati. Quando fu decapitato, la sua voce continuava a sentirsi.

L’icona di Giovanni Battista è l’icona del battesimo di Cristo. La sua vera grandezza, oltre a essere stato un martire, è quella di aver battezzato Cristo. Così la Chiesa non lo chiama né Angelo Giovanni, né Profeta, né Martire, ma Giovanni Battista.

Giovanni chiese al Signore: “Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?” (Mt 3,14). Il Signore non gli rispose che non ne aveva bisogno, ma gli disse: “Lascia fare per ora, poiché conviene che così adempiamo ogni giustizia” (Mt 3,15). Egli venne come testimone per rendere testimonianza alla luce: “non sono io il Cristo, ma io sono stato mandato innanzi a lui” (Gv3, 28).

Il nostro battesimo è differente dal battesimo di Giovanni: è una nascita dall’acqua e dallo Spirito, è morte e resurrezione con Cristo. Mediante il nostro battesimo noi otteniamo la salvezza.

sâmbătă, septembrie 02, 2006

Misterul cuvintelor, alchimia sunetelor

“what’s in a name/That which we call a rose
By any other name/will smell as sweet

W.Shakespeare

Si totusi, numele e legat intr-o masura extraordinara de esenta lucrurilor pe care le reprezinta.

Un trandafir imi inspira in acelasi timp ascutimea spinilor si parfumul intens. Rose, rose, rosa..R e ca un tais, ca o rana, apoi deschiderea gurii in un o larg, un o pentru a-i admira perfectiunea, “s” e un simbol al lucrurilor ascunse, secrete, un fosnet al frunzelor, “s” e un sunet al pamantului, e un sunet terestru, precum sarpele destinat eternei casatorii cu pamantul si umiditatea.Un tais, o exclamatie de frumusete, dar mereu legatura cu pamantul originar.

“s” de la simbol, de la secret: “symbol”, “secret”, “serpent”..dar in acelasi timp reprezinta prin excelenta « sunetul », tot ceea ce urechea noastra poate recepta, totul este o lume de « sunete », sons, sounds.Dar cateodata si al tacerii : silence, silence, silenzio.In acest caz linistea lui “l” invita la odihna: “l” de la liniste, calm…

M-a fascinat intotdeauna sunetul “r”, imi da sentimentul foRtei, o forta care poate insa deveni letala. Moarte, mort, muerte etc.

Cate secrete ascund cuvintele pe care le pronuntam cu atata ignoranat in fiecare zi, secrete ascunse in intelesuri vechi de mii de ani.Cuvintele au pierdut legatura lor originara cu lucrurile.
La inceput, a fost Cuvantul, sunetul. Si noi am devenit ceea ce suntem tocmai datorita acestui sistem de comunicare super perfectionat, care tinde mereu catre abstractizare.Cand ma refer la abstractizare iau in consideratie sistemul de limbi occidentale.

Limba noastra s-a a nascut odata cu ruperea legaturii intime care era intre cuvinte si lucruri.Poate odata cu aparitie scrierii, cand a inceput descompunerea conceptelor in litere, care au dat nastere la alte cuvinte, si la alte semnificate.

Sa ne intoarcem inapoi in timp, cand inca nu reuseam sa articulam cuvinte.Aveam nevoie sa comunicam.Iar sistemul nostru de comunicare era larg.Numai mai tarziu ne-am specializat sistemul de comunicare la cel auditiv.Noi comunicam la inceput mai ales printr-un limbaj al corpului, asa cum fac animalele.Dar nu numai.Si olfactul ne ajuta mult.Pentru reproducere, pentru a semnala pericole, si in sfarsit, sunetele.Toate sunt “limbaje” de comunicare la distanta: tactul e legat de relatiile foarte apropiate, de familie, de cuplu.Noi am perfectionat comunicarea vocala.Poate, printr-o ironie a soartei tocmai datorita faptului ca alcatuirea noastra fizica, si mai ales a aparatului vocal ne permite sa “articulam” mai bine mesaje diverse.